Energia

Il progetto non ha tralasciato lo sviluppo del tema energia: infatti il Master Plan Energetico, approfondimento tematico legato al Master Plan 2021 per quanto riguarda la pianificazione strategica dei fabbisogni energetici, ha affrontato il tema dell’efficienza energetica e ha sviluppato le possibilità di utilizzo delle fonti rinnovabili più idoneea e compatibili con le caratteristiche dell’ambiente locale.

Nell’ambito dellosviluppo aeroportuale è inevitabile che anche i consumi energetici sianodestinati a subire una crescita importante, che impone  conseguenti considerazioni in materia di impatto ambientale e misure di mitigazione da intraprendere.

Lo svolgimento delle attività tipiche di un’infrastruttura aeroportuale presenta fabbisogni energetici significativi, coprendo la quasi totalità delle ore giornaliere ed interessando i 365 giorni annui.

Il consumo energetico ha dunque un effetto importante sia in termini economici, che di impatto ambientale diretto (emissioni locali legate ai consumi in sito di fonti fossili) o indiretto (emissioni remote connesse ai prelievi elettrici).
In questo senso la direzione aeroportuale ha scelto da tempo di intraprendere un percorso orientato ad una maggiore efficienza energetica e alla conseguente riduzione dell’impatto ambientale, aderendo tra l’altro ad un programma collettivo di riduzione delle emissioni di carbonio degli aeroporti. A tale scopo nel giugno 2009 è stata istituita volontariamente la Airport Carbon Accreditation, a cui Venezia Tessera ha deciso di aderire.

Al termine del programma di sviluppo, i diagrammi proposti indicano la notevole crescita dell'insediamento, caratterizzata da un volume più che quadruplicato: considerando i volumi condizionati (ovvero volumi interessati dai processi di riscaldamento, condizionamento, ventilazione, illuminazione, processo tecnologico) si passa infatti dagli originali V1 = 630.000 mc a V2 = 2.600.000 mc.
A fronte di questo incremento si verificano degli aumenti di fabbisogno energetico significativi, ma comunque meno che proporzionali:

+ 120 % di energia termica;

+ 95 % di freddo;

+ 55 % di elettricità.

Per restituire in un’unica cifra la variazione di energia specifica tra le condizioni attuale e

finale, si suggerisce - come peraltro sistematicamente eseguito dalla normativa comunitaria - di ricavare l’energia primaria e di rapportarla ai volumi interessati (è peraltro necessario essere consapevoli della distorsione introdotta su questo parametro dai parcheggi, che non entrano nel computo dei volumi, pur presentando un carico elettrico per illuminazione).

Impiegando gli stessi parametri di conversione per omogeneizzare le diverse forme di energia, ovvero: Ef = Ee x 4,0 Ee = Ep x 0,46

si passa da un valore iniziale ad uno finale di energia primaria rispettivamente di:

Ep1 = 87 GWh/a Ep2 = 155 GWh/a che, rapportati ai rispettivi volumi, forniscono energie primarie specifiche rispettive di:

e1 = 135 kWh/mc a e2 = 60 kWh/mc a

Il risultato appare ad un tempo confortante ed ambizioso, ma va correttamente collocato nell’ottica di lungo periodo su cui è stato valutato: è chiamato cioè a corrispondere alle attese ed alle pretese di un programma quindicinale “aggressivo” e coerente all'attuale emergenza energetico-ambientale, per fronteggiare la quale su tutti i versanti (risparmio energetico, fonti rinnovabili, fonti assimilate…) e a tutti i livelli (istituzioni, comunità scientifica, operatori economici, utenti finali), è in atto uno sforzo collettivo considerevole di razionalizzazione dell’impiego delle risorse energetiche.
Va peraltro anche tenuto presente che alcune componenti di fabbisogno energetico, quali i fabbisogni tecnologici, presentano andamenti difficilmente prevedibili e fuori dal controllo di un’analisi come quella qui presentata.

Tre sono gli aspetti che condizionano in modo importante la definizione dell’assetto del sistema energetico che è chiamato ad alimentare il complesso di utenze oggetto del MP:

  • le implicazioni della centrale trigenerativa;
  • l’architettura generale d’impianto;
  • lo sfruttamento delle risorse rinnovabili.

La centrale di trigenerazione

La scelta di realizzare una centrale di poli-generazione è coerente con tale impostazione, rendendola a maggior ragione obbligata ed ineludibile.
Si tratta di un investimento di notevole impegno e di grande rilevanza energetica, che prospetta la generazione di calore e freddo quale “cascame” della generazione di elettricità, assicurandosi un considerevole beneficio energetico, una sostanziale riduzione delle emissioni globali ed una drastica riduzione dei costi di esercizio.

 

Architettura Impianti

La scelta di una architettura centralizzata di impianto, come orientamento pressoché obbligato dalle necessità di concentrare i processi di trasformazione energetica, di consentirne un’ottimizzazione spinta ed una sorveglianza e manutenzione agevoli.
L’opportunità di integrare nel parco delle apparecchiature di generazione/trasformazione energetica alcune unità disponibili nell’attuale assetto tecnologico suggerisce l’opportunità di una centralizzazione non assoluta, ma aperta ad integrazioni remote, con funzione di riserva copertura dei picchi. Questa iniziativa è sostanzialmente volta al recupero di una quota del patrimonio tecnologico esistente, alleggerendo nel contempo l’assetto della centrale principale da unità ridondanti.
Questo principio, in certo qual modo mutuato dal concept delle già richiamate smart grid, si presenta altresì adatto a ricevere contributi da parte di future installazioni decentrate, in grado di sfruttare in loco fonti rinnovabili, nelle seguenti forme:

    • - coperture fotovoltaiche a film sottile;
    • - campi geotermici integrati in palificazioni strutturali

 

Fotovoltaico

Sicuramente l’applicazione del solare fotovoltaico inserita nel contesto urbanistico in integrazione architettonica rappresenta quasi l’unica possibile applicazione rinnovabile per la produzione di energia elettrica nel sito oggetto di analisi che non abbia particolari controindicazioni.
Lo sfruttamento delle coperture e/o la realizzazione di pensiline sui parcheggi auto esterni non comporta occupazione di suolo altrimenti utilizzabile e non presenta criticità particolari.
Va tuttavia espressa una preferenza per la tipologia amorfa, sia per la attitudine la captazione di radiazione diffusa (rilevante nei periodi invernali per la presenza di foschie), che, soprattutto, per la necessità di prevenire fenomeni di riflessione ed abbagliamento che possano interferire con il traffico aereo nelle fasi di decollo ed atterraggio.

 

Geotermia

L’applicazione della geotermia ed idrotermia per le esigenze di condizionamento, è facilmente applicabile al contesto oggetto dello studio. Per quanto riguarda la geotermia, la necessità di realizzare palificazioni per il consolidamento delle fondazioni di qualsiasi edificio dovuta alla tipologia di terreno del sito, ben si adatta all’integrazione di sonde geotermiche a circuito chiuso trasformando le suddette fondazioni in “pali energetici”.
Questa opportunità si è infatti prospettata come molto attraente alla luce dell’importanza delle opere di palificazione che la progettazione strutturale delle opere di prossima realizzazione ha indicato come inevitabili, in relazione ai carichi e alle caratteristiche idrogeologiche e geotecniche del terreno sottostante.

 

Panoramica Investimenti - Estratto Bilancio di Sostenibilità 2016

Rapporto Censis

 

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